È la normalità. Così chiosa Cassazione 7 febbraio 2018 con ordinanza di rigetto n. 3015, perché era stato richiesto l’aumento di assegno divorzile (da 800,00 a 3.500,00 Euro), dovuto non se c’è squilibrio tra le condizioni reddituali o peggioramento del coniuge richiedente rispetto al tenore di vita matrimoniale, ma quando manca l’indipendenza economica, intesa come impossibilità di condurre con i propri mezzi un’esistenza dignitosa, rapportata con elasticità ai bisogni come singolo, non come ex coniuge. Rilevano dunque il momento storico e la coscienza collettiva, né bloccata alla soglia della pura sopravvivenza né eccedente la normalità, di cui il giudice deve farsi interprete in un ambito duttile ma non arbitrariamente dilatabile.
In foto Federico Lombardo, Regionale. Olio su lino, 75×75 cm, 2019. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.
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